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La Conoscenza è come una linea, dove sono i confini non ci è dato di saperlo.

Sublimina.it è un viaggio personale nel mondo del pensiero umano. Per raggiungere ogni meta c'è una via ed ogni via ha un ingresso. Questa è la mia porta personale, l'ho appena aperta. Ognuno ha la sua porta, qualche volta si ha bisogno, però, di intravedere cosa c'è al di là della porta altrui per mirare l'altrove che sta dietro la propria.  Ispirato da: Franz Kafka, Il processo (1925)


Sheldon B. Kopp - Se incontri il Buddha per la strada uccidilo

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Heldon B. koop - Se incontri il Buddha per strada uccidilo "Se incontri il Buddha per la strada uccidilo" (1972), di Sheldon B. Kopp, psicoterapeuta, è uno di quei capolavori che di tanto in tanto è bene rispolverare e leggere con attenzione e dedizione. Il saggio, il cui tema ricorda lo "Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta" di R. M. Pirsig, racconta del "pellegrinaggio" che l'uomo si trova ad affrontare semplicemente vivendo la propria vita e come le donne e gli uomini si rivolgano allo psicoterapeuta/guru per farsi illuminare la strada in quello che chiama il  "pellegrinaggio del paziente nella psicoterapia". Attraverso le inflessioni tipiche della cultura degli anni Settanta dello scorso secolo Koop ci dissuade dal "fidarsi" del guro di turno e a rivolgere il proprio sguardo verso l'interno, verso il proprio Sé. Nel processo di dissuasione pone sullo stesso piano umano il "pellegrino/paziente" al "guru/psicoterapeuta" che dovrebbe solo insegnare a come guardarsi davvero dentro e, nel farlo, è lo stesso psicoterapeuta che deve compiere il viaggio, consapevole della sua stessa fragilità simile a quella del paziente. Da qui "Uccidere il Buddha quando si incontra significa superare il mito del maestro, il mito del guru, il mito dello psicoterapeuta; significa distruggere la speranza che qualcuno all'infuori di noi possa essere il nostroi padrone." Attraverso un scrittura scorrevole i cui contenuti sono introdotti attraverso I King, la saggistica femminista degli anni Settanta, le storie di viaggio e vagabondaggio inglese, i racconti di Canterbury, la prosa di Carl Gustav Jung, Paracelso, I sufi, la cultura degli Eskimesi e la tradizione Ebraica, il mito e l'epica di Gilgamesh, Kopp tenta di riportarci con i piedi per terra nella scoperta del significato della nostra vita che nessun altro può avverare se non noi stessi nel nostro breve e intenso viaggio che è la nostra stessa vita.

Riporto infine la "laundry list" di Kopp, un elenco di alcune "verità" che fanno da sfondo e anche da cornice all'intero saggio:

1) E’ tutto qui
2) Non ci sono significati reconditi
3) Non puoi arrivarci da qui, e inoltre non c’è alcun altro posto dove andare
4) Siamo tutti già moribondi, e saremo morti per molto tempo
5) Nulla dura per sempre
6) Non c’è alcun modo per ottenere tutto ciò che si vuole
7) Non puoi aver nulla a meno che non lasci la presa
8) Puoi conservare soltanto ciò che dai via
9) Non c’è alcuna ragione particolare per cui non hai ricevuto alcune cose
10) Il mondo non è necessariamente giusto. L’essere buoni spesso non viene ricompensato e non c’è alcuna ricompensa per la sventura
11) Nondimeno hai la responsabilità di fare del tuo meglio
12) E’ un universo casuale a cui non apportiamo significato
13) In realtà non controlli nulla
14) Non puoi costringere nessuno ad amarti
15) Nessuno è più forte o più debole di te
16) Tutti sono, a modo proprio, vulnerabili
17) Non ci sono grandi uomini
18) Se hai un eroe, dagli un altro sguardo: in qualche modo hai diminuito te stesso
19) Tutti mentono, ingannano, fingono (sì anche tu, e certamente io).
20) Tutto il male costituisce una vitalità potenziale bisognosca di trasformazione
21) Ogni parte di te ha il suo valore, se solo l’accetti
22)  Il progresso è un’illusione
23) Il male può essere spostato ma mai cancellato, dal momento che tutte le soluzioni generano nuovi problemi
24) Tuttavia è necessario continuare a lottare verso una soluzione
25) L’infanzia è un incubo
26) Ma è così difficile essere un adulto indipendente, autosufficiente, consapevole di dover badare a se stesso perché non c’è nessun altro a farlo
27) Ciascuno di noi è in definitiva solo
28) Le cose più importanti, ciascun uomo deve farle da sé
29) L’amore non basta. ma certamente aiuta
30) Abbiamo soltanto noi stessi, e la fratellanza che ci unisce gli uni agli altri
31) Che strano che tanto spesso, tutto sembri valer la pena
32) Dobbiamo vivere nell’ambiguità di una libertà parziale, di un potere parziale e di una conoscenza parziale
33) Tutte le decisioni importanti devono essere prese sulla base di dati insufficienti
34) Tuttavia siamo tutti responsabili dei nostri atti
35) Nessuna scusa sarà accettata
36) Puoi fuggire, ma non puoi nasconderti
37) E’ importantissimo trovarsi senza più capri espiatori
38) Dobbiamo imparare la forza di vivere con la nostra impotenza
39) L’unica vittoria importante sta nell’arrendersi a se stessi
40) Tutte le battaglie significative vengono combattute all’interno del sé
41) Sei libero di fare qualunque cosa vuoi. Devi soltanto affrontarne le conseguenze
42) Cosa sai… con sicurezza… ad ogni modo?
43) Impara a perdonare te stesso, più e più e più e più volte…




Hanno detto..

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