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La Conoscenza è come una linea, dove sono i confini non ci è dato di saperlo.

Sublimina.it è un viaggio personale nel mondo del pensiero umano. Per raggiungere ogni meta c'è una via ed ogni via ha un ingresso. Questa è la mia porta personale, l'ho appena aperta. Ognuno ha la sua porta, qualche volta si ha bisogno, però, di intravedere cosa c'è al di là della porta altrui per mirare l'altrove che sta dietro la propria.  Ispirato da: Franz Kafka, Il processo (1925)


Internet, esempio di architettura astratta, stratificata

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In questo articolo si discute l'architettura della rete Internet, secondo il noto modello astratto noto come pila OSI.

internetPer capire, come una mastodontica struttura qual è Internet possa realmente funzionare, bisogna fare un piccolo sforzo e iniziare a ragionare per “astrazioni successive”. Ad esempio, il consueto uso che fate del vostro pc, palmare, I Phone o qualsiasi dispositivo digitale, non presuppone che voi abbiate una conoscenza di elettronica o di progettazione digitale, serve solo conoscere le poche regole che ne consentono l’utilizzo. La vostra mente compie azioni consone alla sua essenza come mandare una mail per mantenere i rapporti con il capo ufficio o per salutare semplicemente una persona che vi sta a cuore, mantenere aggiornato un web blog o comperare oggetti nelle aste online. Nel fare ciò  non vi preoccupate minimamente di come la rete internet porti a compimento le vostre azioni. Demandate semplicemente a questa il compito di portare a termine il vostro comando. In questa ottica la rete internet offre un “servizio” a cui vi affidate per poter, ad esempio, comunicare, o sapere le ultime notizie. Possiamo, ora, compiere un’astrazione per penetrare a fondo la struttura interna della rete. L’utente medio di Internet, il neofita o comunque chi non ha compiuto studi specifici, tende ad avere, della rete internet, una visione orizzontale: una distesa di nodi distribuiti sul globo più o meno omogeneamente e interconnessi in maniera molto complicata. Tale visione è giustissima, del resto è quello che si riesce a “vedere” dall’esterno. In realtà bisogna abituarsi, ora, ad avere anche una visione verticale dell’architettura, e comprendere che essa è costituita a livelli oppure, in gergo tecnico, a strati. Un analogia potrebbe essere la piramide della catena alimentare. In quest’ultima è solito mettere l’uomo, essere onnivoro, in cima, man mano, poi, seguono crescendo in  numero, tutti gli altri mammiferi fino al regno vegetale, creando una sorta di gerarchia dove le zone inferiori della piramide sono la base nutritiva per quelle superiori. Naturalmente, questa è un utile astrazione che permette agli studiosi di poter analizzare l’ambiente circostante ed in particolare un ecosistema, ma si sa benissimo che nella realtà tale schema è di gran lunga più complesso e sicuramente non ha una struttura lineare come l’immaginetta che si trova nei testi di biologia. La rete internet ha una architettura stratificata verticalmente dove ogni livello o strato svolge un determinato compito e vale la regola che lo strato inferiore espleta un servizio per lo strato superiore. Dal punto di vista diametralmente opposto, si può asserire che lo strato superiore è un utente del servizio offerto dal livello inferiore. Come nella catena alimentare, noi esseri umani siamo la cima della piramide quindi siamo “utenti” di Internet, la quale presenta a sua volta una struttura gerarchica che si serve degli strati inferiori per portare a termine un’azione. Per sfatare qualsiasi dubbio si precisa che l’architettura verticale non è realmente visibile come nei palazzi che popolano le nostre città, questa è proprio l’astrazione che è richiesta al lettore che intraprende per la prima volta il viaggio nei meandri nascosti della rete delle reti. La stratificazione è creata in una dimensione logica, astratta. Dall’esterno si vede un paesaggio orizzontale composto da cavi telefonici modem, computer o nodi in genere. Come Google Earth, che offre un’affascinante visione dall’alto e orizzontale, attraverso immagini aeree e satellitari, del globo, nascondendone tutta la complessa struttura verticale. In realtà, si sta lavorando, ed in parte si è riusciti già a farlo, per creare una mappa digitale tridimensionale del globo e quindi ampliare a tre dimensioni la navigazione virtuale del pianeta. Noi comunque ci serviamo dell’analogia per non fare l’errore di voler vedere una struttura verticale che realmente non c’è, ma esiste solo come opportuna astrazione su cui una intera generazione di ingegneri e studiosi ha potuto organizzarsi e lavorare, per creare la moderna rete Internet.

Immaginiamo ora di essere un direttore di una azienda publicitaria, siamo la mente creativa ed abbiamo a disposizione una struttura gerarchica alle nostre dipendenze che ci “aiuta” nel nostro lavoro. L’azienda è situata in un palazzo multipiano e il direttore generale ha i suoi uffici al piano attico, mentre man mano che si scende ai piani inferiori si hanno uffici differenti nella struttura e nei compiti da svolgere, fino ad arrivare a quelli dei primi piani che si avvicinano come somiglianza a magazzini. A seguito di una commissione da parte di una industria di prodotti cosmetici voi, nella veste di creatore vi mettete comodi seduti alla poltrona e generate una raffica di idee su cui si baserà la pubblicità di tali prodotti. Al vostro fianco sarà presente una segretaria che appunterà tutto quello che può, e alla meglio, su un taccuino. In questa fantasiosa azienda, diciamo che il vostro compito è finito ed ora potete tranquillamente sorseggiare un bel wiski e attendere gli introiti del vostro lavoro. La segretaria prenderà i blocchi di appunti e li porterà al piano sottostante dove sono gli uffici dei capi progetto. Essi prenderanno questi appunti, li elaboreranno cercando di scovarvi una struttura logica. Una volta capito di cosa si tratta tireranno fuori un progetto “cantierizzabile” e lo affideranno al piano sottostante dove vi è l’ufficio che dirige il lavoro “materiale” che da quel punto in poi si dovrà svolgere. Questi una volta organizzato il tutto affideranno, al piano sotto di loro le bozze, dove i grafici e scrittori pubblicitari lavoreranno per realizzare il progetto. Una volta terminata la bozza finale, si affiderà quest’ultima, ai “correttori di bozze” del piano sotto. Corretta la bozza, il lavoro sarà pronto per essere mandato alla tipografia al piano terra. La tipografia affiderà poi ad un corriere le sue stampe e il corriere le trasporterà a destinazione. La struttura di questa simpatica azienda è gerarchica e ascendente. Il piano attico è quello preposto a trattare le idee. Cosa sono le idee? Beh, senza entrare in particolari filosofici possiamo con semplicità affermare che esse sono qualcosa di molto astratto e risultano lontano dal mondo materiale. Nell’esempio precedente si vede che mano che si discendo i piani, le idee vengono riconosciute, analizzate ed elaborate. Esse ad un certo punto diventano operative e pronte per essere realizzate fisicamente. Difatti il “piano terra” compie il lavoro “fisico” di trasformazione di queste in manifesti pubblicitari e provvede al trasporto di quest’ultimi attraverso canali “fisici”  come, ad esempio, i corrieri. La struttura logica di internet fa un lavoro del genere. Difatti, se siamo utenti medi, e mandiamo un messaggio con il nostro client di Istant Messaging, lavoriamo al “piano attico” e le nostre intenzioni sono di livello “superiore”. La nostra operazione è diretta verso un utente che leggerà e comprenderà il messaggio, esso quindi nella scala gerarchica sarà al nostro stesso livello. Quindi quando inviamo il messaggio apparentemente non si è sceso di nessun piano, anzi il messaggio sembra che giunge (per magia) direttamente a destinazione. Realmente, esso prima di dirigersi verso il computer del nostro interlocutore, è stato affidato ai livelli inferiori della rete, per essere elaborato, fino al livello “fisico” dove è stato trasformato in una sequenza di opportune variazioni di tensione, quindi reso consono al trasporto, ad esempio, su cavo telefonico.

Maurizio Ferraris, professore di filosofia teoretica all'università di Torino, in un articolo sul mensile Wired [1] sottolinea che lo "spitito" della rete Internet "impuro, impregnato di materia, che ha a che fare più con il corpo di quanto si sarebbe pensato all'inizio". In altre parole riconosce che l'infrastruttura informativa, dinamica e multimediale, non può esistere senza rame e silicio. Di fatto la rete fisica, interconnessioni e computer hosts collegati, costituiscono il corpo, che ospita uno spirito ben organizzato, stratificato che permette all'uomo di scambiarsi informazione ad un livello semanticamente molto elevato e prossimo alla sua dimensione cognitiva.

 

 

 


[1] M. Ferraris, "Fantasmi di Silicio", Wired, Edizioni Condé Nast. S. p.A., Milano, N° 27, Maggio 2011,

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