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La Conoscenza è come una linea, dove sono i confini non ci è dato di saperlo.

Sublimina.it è un viaggio personale nel mondo del pensiero umano. Per raggiungere ogni meta c'è una via ed ogni via ha un ingresso. Questa è la mia porta personale, l'ho appena aperta. Ognuno ha la sua porta, qualche volta si ha bisogno, però, di intravedere cosa c'è al di là della porta altrui per mirare l'altrove che sta dietro la propria.  Ispirato da: Franz Kafka, Il processo (1925)


Il ritorno della meccanica?

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Quando la sera è tersa, osservo il cielo.
Non finisco mai di stupirmi,
tanti punti di vista ci sono lassù.
Wislawa Szymborska


Chaplin Charlot

Nell’Ottocento, in piena rivoluzione industriale, gli entusiasmi positivistici videro nella tecnologia la massima espressione del potere dell’uomo, anche sulla natura. Il paradigma in voga, derivante tanto dalla fisica classica quanto dal paradigma tecnologico dell’epoca basato sulla meccanica, prescriveva di vedere l’universo come un grande apparecchio ad orologeria. Freud fece man bassa di analogie e metafore meccaniche provenienti dalla termodinamica dei macchinari a vapore, con il subconscio inteso come una potente pentola a pressione dall’equilibrio termodinamico incerto. Oggi il paradigma in cui si inquadra la tecnologia non è più quello della meccanica, non vi sono più grandi e piccoli ingranaggi. Oggi vi sono fotoni ed elettroni che viaggiano incessantemente attraverso la rete; alle porte ci sono i computer quantistici che minacciano di rendere i computer moderni obsoleti tanto quanto un coltello intagliato nella selce. Alcuni scienziati sostengono che viviamo in un universo (quantistico) che in ultima analisi è un potentissimo computer che computa se stesso. Si è soliti chiamare l’era odierna come “era digitale” o “era dell’informazione”. Sono davvero spariti gli ingranaggi che inghiottivano Charlot in “Tempi moderni”? Certamente la meccanica ancora oggi nell’industria gioca un ruolo fondamentale, ma nel presente ragionamento il punto è un altro, la sparizione del paradigma meccanico nel descrivere la nostra era tecnologica. Di fatto chi lavora alla progettazione di computer o reti di telecomunicazione o chi conosce l’evoluzione storica degli stessi computer sa bene che ha a che fare con dei surrogati degli ingranaggi. Allo stesso modo di un orologio la cui oscillazione periodiche del bilanciere mette in moto un meccanismo composto da ingranaggi di riduzione della velocità di rotazione che consentono di misurare i minuti e le ore. Un semplice sistema a molle aste e bilancieri permette di far oscillare il sistema tra energia potenziale conservata nella molla ed energia cinetica rilasciata nel moto. In altre parole il sistema dinamico impacchetta energia cinetica rilasciandola di secondo in secondo e tramite gli ingranaggi di riduzione essa è impacchettata in domini temporali sempre maggiori, come i minuti e le ore. I computer hanno al loro interno il cosiddetto clock, anche se non composto da molle aste e bilancieri, bensì da un oscillatore periodico, un circuito elettronico bistabile, che porta il tempo base (master), mentre tutto il resto della circuiteria agisce di concerto regolando le loro operazioni secondo multipli o a volte sottomultipli del tempo base. In questo caso è la tecnologia elettronica a portare il tempo, lo stesso è però scandito in quanti (temporali) che sono trasmessi alle varie parti del circuito proprio come farebbero gli ingranaggi in un complesso meccanismo ottocentesco. E’ noto che nella sua funzione base un computer esegue operazioni aritmetiche. La stessa Pascaline era un pesante dispositivo meccanico composto da ingranaggi metallici che permetteva di compiere operazioni aritmetiche. Sicché ciò che è davvero mutata è la dimensione spaziale dei processi basilari che sottendono la computazione. E come se i computer moderni fossero composti da ingranaggi microscopici e percepiamo il loro lavoro come un continuum. In realtà anche le reti di telecomunicazioni funzionano come una immensa catena di montaggio con tempi ben scanditi e spazi discretizzati dai cosiddetti protocolli di comunicazione che consentono il trasporto dei pacchetti di dati. La nostra percezione, quindi, gioca un ruolo fondamentale nel percepire la tecnologia e farne una grande metafora per descrivere un era. E’ noto che le leggi fisiche che sottendono al funzionamento dei transistor, unita basilari costituenti i moderni chip, sono leggi quantistiche profondamente differenti dalla meccanica classica. Però, fin quando non saranno realizzati dispositivi per la computazione quantistica stabili e performanti, i computer, gli smartphone e i tablet saranno costituiti da un precisissimo meccanismo a orologeria elettronico.



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