Giudicare la Scienza

Editing genomico. Proteine che agiscono come “forbici” molecolari. Tecnologia genica ad altissima precisione per correggere il DNA. Collaborazione internazionale e tecnica sperimentata anche al Bambino Gesù per curare la talassemia.
Scienza (o tecnologia?) per salvare le vite.
Hayabusa-2, sonda giapponese che si posa su un asteroide, raccoglie frammenti di materiale e li invia sulla terra per essere studiati.
Scienza (o tecnologia?) per scoprire il mistero dell’universo e, quindi, della vita.
Large Hadron Collider (LHC) a Gineva, costi stimati oltre 50 miliardi di dollari, per capire la struttura fondamentale (non si sa se poi così fondamentale) della materia. Etc. Etc.
Trovare una linea di demarcazione tra scienza e tecnologia non è così facile, forse nemmeno se si cerca di classificare le prime opere di industria litica preisorica ottenute con la selce. E non è altrettanto semplice trovare un confine tra scienza, tecnologia e arte.
Allo stesso modo, chi giudica la scienza un bene e la tecnologia un male, la scienza necessaria e la tecnologia inutile sta compiendo un grossolano errore di valutazione.
Scienza, arte e tecnologia rifuggono i giudizi per definizione.
Altro è il fatto che esistono indagini scientifiche questionabili, tecnologie usate in maniera errata, opere d’arte discutibili, specialmente quando l’arte esce fuori dal perimetro dell’autenticità e diventa soltanto business.