Ode al comodino

Che siano del ‘700 francese, in stile Luigi IVX, neoclassico, rurale o dell’Ikea, i comodini sono senz’altro dei comodi appoggi. Al comodino si richiede di custodire gli ultimi frammenti della vita urbana, poco prima di prendere il largo verso il mondo dei sogni. Il comodino s’incarica di conservare quei piccoli oggetti dall’apparenza insignificante che, invero, ci accompagnano nella sofisticata quotidianità. Il comodino è una presenza sorda, un sostegno quasi dimenticato, un legame fedele non ricambiato. Il comodino è un’entità notturna, uno statuario compagno immoto, un guardiano silente. Sembra che sia stato messo lì in attesa perenne. Sul comodino poggiamo storie fantastiche o reali accatastate spesso alla rinfusa. E il pianale, proprio sotto l’abat-jour, si trova a ospitare battaglie, naufragi, paesaggi bucolici o tragedie, incontri epici, amori agiti, amori non corrisposti, amori segreti, amori promessi, amori galanti o travolgenti, casi di delitti risolti o irrisolti, lotte di uguaglianza, lotte di libertà, dialoghi, incontri, viaggi reali, viaggi fantastici, viaggi onirici, viaggi intergalattici, scoperte di nuovi mondi, misteri sull’origine dell’universo o della vita, elucubrazioni sui mondi possibili e sui mondi impossibili, sul bene e sul male o al di là del bene e del male, odi sulle cose semplici o complicate, vicissitudini dell’inconscio, consigli sullo stile di vita, sul raggiungimento della felicità, sulla vita di coppia, suggerimenti su come cambiare, cosa cambiare, chi cambiare, messaggi spirituali, messaggi subliminali, messaggi di fede, cammini iniziatici. È su quel comodino che l’inquietudine dialoga con la calma, il reale e l’irreale s’incontrano, verità e veridicità danzano, potenza e atto si ritrovano nell’agognata unicità dell’esistenza. Ed è sempre sul quel comodino che sono depositate le credenze, le gioie della vita e le tracce passate di lacrime rilucenti, i segni indelebili del fluire del tempo. Anche sul comodino si viene a rappresentare la commedia che celebra le sorti dell’uomo. Il comodino è un testimone accolito. Se potessimo indurlo a proferire parola, il comodino ci svelerebbe i più reconditi segreti ignoti anche a noi stessi.